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    <title>festival - Artisti Archives</title>
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    <subtitle>Papyrus | Pontinia Rock&amp;Blues Festival</subtitle>
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    <title>Moreland &amp; Arbuckle</title>
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    <published>2011-06-21T19:01:57Z</published>
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    <summary><![CDATA[ Da Wichita (Kansas) a Pontinia a suon di trascinanti colpi del più puro power blues. MORELAND &amp; ARBUCKLE, vincitori dell'Indie Acoustic Project 2009 e finalisti del Blueswax, Artist of The Year nel 2008, si stanno confermando sempre di più...]]></summary>
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<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.officinapapyrus.it/festival/fest_imgentries/moreland_arbuckle.jpg"><img alt="moreland_arbuckle.jpg" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/moreland_arbuckle-thumb-250x200-1183.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="250" height="200" /></a></span>Da Wichita (Kansas) a Pontinia a suon di trascinanti colpi del più puro power blues. MORELAND &amp; ARBUCKLE, vincitori dell'Indie Acoustic Project 2009 e finalisti del Blueswax, Artist of The Year nel 2008, si stanno confermando sempre di più sulla cresta dell'onda. Rural blues, delta blues, rock, country, soul, i suoni della Hill Country vengono profusi in tutta la loro potenza dalla cigar box guitar di Aaron Moreland, dall'armonica e dalla voce calda di Dustin Arbuckle. <br />MORELAND &amp; ARBUCKLE, capelli lunghi e barba rossa, sono una giovane band che dal 2005 a oggi ha espresso un roots grintoso raccolto in tre album autoprodotti. «È difficile dire esattamente chi siamo e cosa suoniamo. Il blues è al centro, restiamo nel suo solco ma allarghiamo i nostri orizzonti a tutti i generi della musica americana, mettiamo insieme elementi tradizionali, rock vintage e soul». Dalla musica di MORELAND &amp; ARBUCKLE spuntano fuori come spettri impazziti gli spiriti di Robert Johnson, Sonny Boy Williamson e di R.L. Burnside; influenzati dalle sonorità hard dei Cream e degli "Zeppelin", si avvicinano alla sperimentazione del nuovo blues dei North Mississippi Allstars. <br />Una cosa è certa: queste due potenti "macchine da blues" sul palco daranno il meglio, alzeranno la polvere e non consentiranno a nessuno di restare seduti a guardare.<br /><br />Per info: <a href="http://www.morelandarbuckle.com/">www.morelandarbuckle.com</a> oppure <a href="http://www.myspace.com/morelandandarbuckle">www.myspace.com/morelandandarbuckle</a><br /><br /><br /> ]]>
        
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    <title>Marco Pandolfi</title>
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    <published>2011-06-21T18:59:04Z</published>
    <updated>2011-06-22T18:21:37Z</updated>

    <summary> Da venti anni con l&apos;armonica sempre in tasca, pronta all&apos;uso. MARCO PANDOLFI è uno dei migliori musicisti blues del panorama italiano ed europeo. Vanta collaborazioni e performance sui palchi dei club e dei festival di tutta Europa e negli...</summary>
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<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.officinapapyrus.it/festival/fest_imgentries/Pandolfi.jpg"><img alt="Pandolfi.jpg" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/Pandolfi-thumb-250x165-1181.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="250" height="165" /></a></span>Da venti anni con l'armonica sempre in tasca, pronta all'uso. MARCO PANDOLFI è uno dei migliori musicisti blues del panorama italiano ed europeo. Vanta collaborazioni e performance sui palchi dei club e dei festival di tutta Europa e negli Stati Uniti, dove le radio specializzate fanno a gara per trasmettere i suoi brani. Unico bluesman italiano ad aver partecipato - due volte - all'International Blues Challenge di Memphis (Tennessee), al Delta Groove All Star Blues Revue di Clarksdale (Mississippi) e al Rocky Mountain Harp Blowdown di Denver (Colorado). <br />Un grande dell'armonica blues, che ha prestato il suo talento, tra gli altri, a Richard Ray Farrell, Paul Oscher e Preston Hubbard, MARCO PANDOLFI ora è in tour europeo accompagnato dalla band The Jacknives. Senza legarsi alle grandi major della musica e restando nel campo delle etichette indipendenti o autoproducendosi l'armonicista made in Italy è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel mondo del blues grande a sufficienza per dimostrare, da una parte all'altra dell'oceano, tutto il suo talento.<br /><br />Per info: <a href="http://www.marcopandolfi.com/">www.marcopandolfi.com</a> oppure <a href="http://www.myspace.com/marcopandolfi">www.myspace.com/marcopandolfi</a><br /><br /> ]]>
        
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    <title>Stan Ridgway</title>
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    <published>2011-06-21T18:56:05Z</published>
    <updated>2011-06-22T18:21:45Z</updated>

    <summary> «C&apos;è uno strano vecchio juke-box americano nella mia testa e suona ancora tutto ciò che sta sotto la mia pelle». Parole e musica di Stan Ridgway, uno dei cantautori più creativi e spettacolari della musica rock, un innovatore della...</summary>
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<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/images-thumb-250x193-1179.jpeg"><img alt="Thumbnail image for images.jpeg" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/images-thumb-250x193-1179-thumb-250x193-1180.jpeg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="250" height="193" /></a></span>«C'è uno strano vecchio juke-box americano nella mia testa e suona ancora tutto ciò che sta sotto la mia pelle». Parole e musica di Stan Ridgway, uno dei cantautori più creativi e spettacolari della musica rock, un innovatore della figura del cantautore. Leader dei Wall of Voodoo, dopo le esperienze sonore degli anni '80 fatte di tastiere barocche, effetti psichedelici e note che fluttuano spettrali come in una rockeggiante colonna sonora in stile Ennio Morricone, che ha la sua icona nel brano "Camouflage", STAN RIDGWAY è tornato alle origini della musica moderna con "Snakebite" (2004), un'opera ispirata e brillante che restituisce al 50enne stregone californiano quella sospirata creatività che gli è propria. <br />Fluidi e armonici brani folk-blues, melodie ora vivaci, ora malinconiche e frastornate. Dal dondolante intreccio di flauto, slide e viola, si passa a sinistre sonorità da film dell'orrore con tanto di rumori e scricchiolii in pieno stile Tom Waits.<br />Lo "sciamano del deserto di Barstow" mantiene i suoi eterni marchi di fabbrica: lo spleen acustico di molte sue composizioni e quella inconfondibile voce metallica, cava e piena di pathos che contraddistinguono un sound complesso senza essere pretenzioso: influenze country, jazz, folk e rock si amalgamano e continuano a creare mix soprendenti. Sul palco in compagnia di Pietra Wexstun (keyboards, melodica &amp; vocals) e Rick King (guitar bass &amp; vocals, drums &amp; percussions), STAN RIDGWAY continua la tradizione dello story telling americano sulla strada dei Johnny Cash, Bob Dylan, Kris Kristofferson, Leonard Cohen e Tom Waits.<br /><br />Per info: <a href="http://www.stanridgway.com/">www.stanridgway.com</a><br /><br /> ]]>
        
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    <title>Donnie Romano</title>
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    <published>2011-06-21T18:47:21Z</published>
    <updated>2011-06-22T18:21:50Z</updated>

    <summary><![CDATA[ Legati alla Kayman Records, anch'essa etichetta indipendente, la band del lead guitar &amp; vocal DONNIE ROMANO vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale: da Roy Rogers a Buddy Guy, da Andy J. Forest, Sugar Blue a Rudy Rotta. Dopo...]]></summary>
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<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.officinapapyrus.it/festival/fest_imgentries/blue-inn.jpg"><img alt="blue-inn.jpg" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/blue-inn-thumb-233x350-1177.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="233" height="350" /></a></span>Legati alla Kayman Records, anch'essa etichetta indipendente, la band del lead guitar &amp; vocal DONNIE ROMANO vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale: da Roy Rogers a Buddy Guy, da Andy J. Forest, Sugar Blue a Rudy Rotta. Dopo aver calcato il palco di migliaia di festival blues italiani ed europei, fanno tappa a Pontinia per farci riscoprire il sound più autentico, nudo e crudo del rock &amp; blues. Insieme a Oscar Abelli (batteria e percussioni), per sei anni al seguito di Tolo Marton, e Martin Iotti (basso), DONNIE ROMANO ha dato il via a un progetto personale dopo aver prestato la sua chitarra come session-man all'intero panorama blues italiano e non. Dieci anni d'esperienza per questo "vagabondo dei palchi", dieci anni d'espressione ai più alti livelli dell'electric blues.<br /><br /><br />Per info: <a href="http://www.myspace.com/donnieromano">www.myspace.com/donnieromano</a> oppure <a href="http://www.kaymanrecords.com/">www.kaymanrecords.com</a><br /><br /> ]]>
        
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    <title>Junior Watson</title>
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    <published>2011-06-21T16:52:21Z</published>
    <updated>2011-06-21T17:17:59Z</updated>

    <summary>Uno dei più influenti bluesman nel panorama musicale della west coast americana. Affermatosi all&apos;inizio degli anni &apos;80 con la sua band The Mighty Flyers, lead guitar dei leggendari Canned Heat per tutto il corso degli anni &apos;90. Un vagabondo del...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.officinapapyrus.it/festival/fest_imgentries/bma8.12095513_std.JPG"><img alt="" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/assets_c/2011/06/bma8.12095513_std-thumb-250x187-1172.jpg" width="250" height="187" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></a></span><div>Uno dei più influenti bluesman nel panorama musicale della west coast americana. Affermatosi all'inizio degli anni '80 con la sua band The Mighty Flyers, lead guitar dei leggendari Canned Heat per tutto il corso degli anni '90. Un vagabondo del blues che vanta collaborazioni, registrazioni ed esibizioni con musicisti di primo piano tra cui basti citare Big Mama Thorton, Luther Tucker, Charlie Musselwhite, Kim Wilson e Lynnwood Slim.</div><div>Il suo tocco di chitarra fluido e leggero lo porta a suonare riff e melodie che si incastonano tra il blues, il jazz e lo swing trasportando il pubblico sulle note di "On The Road Again" e, subito dopo, su quelle di "The Girl of Ipanema". Infatti, di quasi trent'anni d'esperienza JUNIOR WATSON ha messo da parte il meglio e lo ha trasformato fondendo insieme stili diversi per farne uno tutto suo. Un grande artista che ha raggiunto lo status di culto. Influenzato da artisti come Jimmy Rogers, Guitar Slim, Robert Jr., Eddie Taylor, Earl Hooker, Tiny Grimes e tanti altri, quando JUNIOR WATSON sale sul palco «non sai mai cosa farà e quando glielo chiedi... neanche lui lo sa», perché è un maestro dell'improvvisazione che con la sua chitarra può andare forte come un treno lanciato a tutta velocità sui binari e, allo stesso tempo, può catturare la mente di chi lo ascolta portandola all'interno di una sensazione di totale abbandono.</div><div>Oggi JUNIOR WATSON ha messo da parte il ruolo di lead guitar per gli altri, dando vita a un progetto personale che lo vede seduto nel posto del guidatore e la tournée europea di promozione del suo album "If I Had A Genie" - nome che è tutto un programma - omaggerà anche la XII edizione del Pontinia Rock &amp; Blues Festival.</div><div><br /></div><div><br /></div><div>Per info: <a href="http://www.juniorwatson.com">www.juniorwatson.com</a></div><div><br /></div><div><br /></div> ]]>
        
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    <title>Waines</title>
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    <published>2011-06-21T16:47:03Z</published>
    <updated>2011-06-21T22:54:32Z</updated>

    <summary>«Ascoltate i WAINES, diffondete la parola dei WAINES. Bisogna riconoscere che in Italia ci sono persone che sanno di rock. Monumentali!». Così viene definita la band dal magazine Rockerilla, e di certo non sbagliano. Il trio di Palermo si esprime...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="images-2.jpeg" src="http://www.officinapapyrus.it/festival/fest_imgentries/images-2.jpeg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" width="276" height="182" /></span><div>«Ascoltate i WAINES, diffondete la parola dei WAINES. Bisogna riconoscere che in Italia ci sono persone che sanno di rock. Monumentali!». Così viene definita la band dal magazine Rockerilla, e di certo non sbagliano. Il trio di Palermo si esprime a colpi di blues, hard house e rock ed è già da tempo molto apprezzato nel circuito indipendente e underground europeo.</div><div>Fabio Rizzo (slide guitar, vocal), Roberto Cammarata (groove guitar, bass &amp; vocal) e Ferdinando Piccoli (drums) sono cresciuti musicalmente insieme fino a fondare nel 2005 il gruppo che prende il nome mutuandolo dallo slang notturno delle nottate palermitane, «quando i valori e i riferimenti del mondo diurno saltano, si trasformano, e anche le cose più banali e insospettabili, come una pizzetta o i ciottoli bagnati di un vicolo del centro storico assurgono a protagonisti, a motori delle azioni umana». Per i WAINES sono stati fonte d'ispirazione gruppi fondamentali come i Led Zeppeliin, gli "Stones" e gli AC/DC, ma anche The White Stripes, Jon Spencer e The Black Keys. Il power trio siciliano è giunto alla ribalta nel 2009 con un malizioso, quanto geniale, videoclip presentato al concorso PIVI (Premio italiano video indipendenti) con la loro canzone più famosa: "Let me be".</div><div><br /></div><div><br /></div><div><div>Per info: <a href="http://www.3waines.org/">www.3waines.org</a> oppure <a href="http://www.myspace.com/3waines">www.myspace.com/3waines</a></div></div><div><br /></div><div><br /></div>  ]]>
        
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